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Il Debate Day – Energia per la mente sbarca in città e porta con sé circa 130 studenti provenienti dagli istituti scolastici delle province di Sondrio, Monza-Brianza e Lecco. Nelle aule dell’Istituto Bertacchi, infatti, durante la giornata di ieri, lunedì 15 aprile, i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado si sono sfidati a suon di conoscenza e argomentazioni. La manifestazione, organizzata dalla rete nazionale “WeDebate”, ha come scopo la promozione della pratica del dibattito, tra i giovani. Gli istituti partecipanti devono necessariamente essere parte di tale rete, di cui è anche stata costituita una sotto-rete territoriale che, in questo caso, comprende le tre province.

Gli alunni hanno dato il via agli incontri in mattinata, alle 10, per terminarli solamente a pomeriggio inoltrato. Le 22 squadre partecipanti provengono dall’Istituto Mosè Bianchi, dal liceo Porta, dal liceo Valentini e dall’istituto tecnico industriale Hensemberger, di Monza; dal liceo Modigliani di Giussano; dall’istituto Versari di Cesano Maderno; dal liceo Parini di Seregno; dall’istituto Bertacchi, di Lecco; dall’istituto tecnico commerciale De Simoni, di Sondrio; dall’istituto Pinchetti, di Tirano e dall’istituto Alberti di Bormio.

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Gli argomenti trattati durante il dibattito vantano un certo spessore. I temi affrontati durante il torneo amichevole sono stati tre, divisi su quattro dibattiti.
In lingua inglese, si è parlato dei test che vengono sperimentati sugli animali, mentre, in lingua italiana, sono stati affrontati due temi: la gratuità dell’istruzione universitaria e la legalizzazione della clonazione umana – quest’ultimo trattato sia dalla posizione contro sia da quella pro.

Gli studenti, in questo tipologia di dibattito, non sono liberi di scegliere la propria fazione, ciò che viene proposto è una sorta di testo argomentativo orale. Questa decisione rispecchia uno degli obiettivi del Debate Day, ossia quello di imparare a gestire una situazione in cui si difende una posizione con cui non sempre si concorda. Lo scopo è anche quello di insegnare ai ragazzi ad affrontare un problema con la consapevolezza che non esiste un’unica prospettiva con cui guardare le cose.

La giornata ha visto 16 squadre principali, alle quali si aggiungono le 6 che hanno dibattuto in lingua inglese. In questo caso, l’argomento è stato loro reso noto solamente due ore prima della discesa in arena. Sono state, infatti, proposte due tipologie di dibattito: preparato e non preparato (impromptu). Nel caso di scontro preparato, a differenza di quello in lingua straniera, gli studenti hanno potuto esercitarsi sull’argomento nelle tre settimane precedenti alla sfida.

Ciascun dibattito della giornata ha visto una durata media di 45 minuti, derivanti dai 6 minuti di speech concessi a ciascuno dei tre candidati delle due squadre sfidanti e dalle arringhe finali di ciascuna squadra di 3 minuti.
Le discussioni in inglese, invece, si sono concluse dopo 30 minuti.

È stata una giornata formativa per gli alunni, ma che ha anche voluto aprire le proprie porte alla cittadinanza per promuoverne la conoscenza.