La responsabilità sociale ”contro” la mafia.

Lo scopo del suo intervento – nelle intenzioni delle professoresse Antonietta Gallo e Valeria Cattaneo, responsabili del progetto – era quello di presentare la criminalità organizzata con riferimento alla responsabilità sociale nel corpo civile. In altre parole, come spiegato dall’ospite stesso, egli ha cercato di “stuzzicare” la sua platea – composta dai giovani studenti di alcune classi terze e quarte dell’Istituto “G. Bertacchi” – sulla necessità di cambiare il paradigma dalla lotta alle mafie alla lotta per la responsabilità sociale che – chiaramente – premette la legalità.

Delisi al Bertacchi

Intervento di Alessandro De Lisi, sociologo impegnato nella lotta culturale contro la mafia nonché responsabile nazionale di Progetto San Francesco, quest’oggi presso l’aula magna dell’ex Bovara di via XI Febbraio nell’ambito dell’iniziativa Centro di Promozione della Legalità 2015 che vede coinvolti, oltre al Bertacchi – scuola capofila – anche una rete di istituti della provincia e quindi I.C.S. “Falcone e  Borsellino” di Lecco 1,  I.C.S. Lecco 4, IIS “G. Parini”,  IIS “F. Viganò” di Merate, ISS “A. Greppi” di Monticello Brianza e Liceo Scientifico “G. B. Grassi”.

“Per vincere la battaglia contro la criminalità organizzata serve il passo partigiano” ha argomentato l’ospite ricordando come gli eroi della Resistenza fossero animati dalla volontà di sconfiggere il fascismo con lo spirito del “dobbiamo vincere”. “Allo stesso modo occorre fare con la mafia. E per farlo dobbiamo ripartire dal mondo del lavoro. Dobbiamo ripartire dall’economia etica. Dobbiamo ripartire dalla finanza responsabile. La scuola – ha poi aggiunto – è utile se riesce ad adottare strumenti di profondità. Bisogna trasformare la volontà dei ragazzi di partecipare in volontà operosa chiedendo la trasparenza dell’amministrazione pubblica, l’attenzione della politica e la responsabilità del mondo del credito”.

Al microfono la professoressa Cattaneo

“Descrivere come vi immaginate la Lecco di domani”. Questo il compito lasciato dal sociologo ai suoi giovani ascoltatori, stimolati a riflettere su una considerazione tanto semplice quanto ancora non evidente al Nord dove ancora si ritiene il fenomeno mafioso come qualcosa di distanza, seppur ormai dentro casa: “la prima vittima è il lavoro, poi la libertà democratica e il futuro”.
E per testimoniare come le cose possono cambiare, De Lisi ha raccontato agli studenti lecchesi l’esperienza di Casal di Principe e della prima giunta “pulita” eletta dopo 19 anni di commissariamento durante i quali tutti i commissari – ci venga perdonato il gioco di parole – inviati sono poi stati arrestati per mafia nonché degli sforzi in campo proprio in questo momento per trasformare l’ex villa di un boss in un museo che ospiterà opere prestate dagli Uffizi di Firenze, dando lavoro a giovani appositamente formati. Si riaccenderà così la luce della legalità in una terra infangata dai clan e vittima di una “sfiducia mostruosa” verso lo Stato e ciò che rappresenta.

delisi al bertacchi

La presenza a scuola dell’esperto ha fatto seguito ad un’analoga esperienza già vissuta dagli alunni il 9 marzo scorso, all’interno del Progetto Centro di Promozione della Legalità 2015 avviato in seguito all’assegnazione dei fondi stabiliti dal Bando di concorso istituito dall’USR della Lombardia. Le specifiche attività, che hanno avuto inizio il 20 febbraio scorso e termineranno il 15 ottobre, “si prefiggono come obiettivo quello di sensibilizzare gli alunni in merito ad alcune tematiche inerenti il rispetto della legalità, rendendoli protagonisti nell’incontro con le istituzioni presenti sul territorio, preposti all’attività di prevenzione della corruzione ed all’impegno nelle azioni volte a combattere l’illegalità” spiegano le referenti. “Il perseguimento di tale obiettivo è esteso a tutte le componenti del mondo scolastico e della popolazione. All’interno dell’accordo di rete e partenariato hanno aderito sia Enti ed Istituzioni locali sia Associazioni no profit”.

 

Articolo pubblicato su LECCO ON LINE