Articolo pubblicato su leccoonline – Scritto Sabato 18 aprile 2015 alle 15:56

E’ stata una vera e propria “lezione di legalità” sul campo quella vissuta da 50 studenti del Liceo G.B. Grassi e dell’Istituto G. Bertacchi di Lecco, che questa mattina hanno attraversato la città insieme ai volontari dell’associazione Libera alla scoperta dei luoghi simbolo della presenza mafiosa alle pendici del Resegone, e di quelli che invece rappresentano lo Stato e le Istituzioni.

 I partecipanti al Legalitour

Umberto Tondini con la professoressa Gallo

Il sole splendeva sui ragazzi che, partiti dalle loro aule, passo dopo passo hanno percorso un viaggio nei locali dove la ‘Ndrangheta riciclava denaro.
Alla ex Giglio – oggi rinata come centro per anziani – le chiacchiere spensierate che hanno accompagnato inizialmente la passeggiata hanno lasciato spazio al silenzio, all’ascolto attento del racconto di Umberto Tondini e degli altri volontari di Libera.
Con parole semplici hanno spiegato agli studenti cosa siano state – e cosa sono ancora oggi – le mafie. Basta un solo nome. Quello di Emanuela Loi, giovanissima agente di Polizia di soli 25 anni uccisa nella strage di via D’Amelio, nella quale perse la vita anche il giudice Paolo Borsellino insieme ad altri quattro agenti della scorta.


Sulle porte del nuovo centro anziani di via Ghislanzoni i cartelloni raccontano ancora con orgoglio l’inaugurazione dello scorso 21 marzo, dei centinaia di cittadini che hanno applaudito la rifioritura del Giglio con orgoglio e soddisfazione per quella ferita, per decenni abbandonata e dimenticata, che si è finalmente rimarginata.
Li nel cuore di Pescarenico, in piazza Fra Cristoforo, costeggiando il convento il nostro pensiero è andato alle centinaia, migliaia, di studenti di tutta Italia che sono passati proprio davanti alle porte allora chiuse del Giglio ignorando completamente la sua storia, le sue vicende di mafia e illegalità. E ci sono tornate alla mente le parole di Leonardo Sciascia, la sua lettura de I Promessi Sposi: «un’opera inquieta, che contiene già tutto quanto noi conosciamo: la mafia, le Brigate rosse, l’ingiustizia, l’emigrazione», con l’omertà di don Abbondio, i soprusi di Don Rodrigo, vero e proprio padrino circondato dai suoi bravi che si occupano del lavoro sporco, e gli azzeccagarbugli pronti a trovare scappatoie.

Il Legalitour è continuato poi fino alla casa circondariale di via Cesare Beccaria, dove i ragazzi hanno incontrato il cappellano Don Marco.
La tappa successiva è stata il simbolo per eccellenza della ‘Ndrangheta a Lecco: la pizzeria Wall Street in via Belfiore. Qui la presenza della mafia in città è granitica, non è fatta solo di parole ma anche della concretezza dei grandi mattoni grigi in cemento armato del covo dei clan.

Poi il giro ha cambiato destinazione: per gli studenti si sono aperte le porte delle Istituzioni, con la visita al Tribunale e agli ambienti di Questura e Prefettura.
“Legalità”, “Lotta alla mafia”, “Giustizia”: in quei luoghi queste parole assumono il volto di quanti ogni giorno si impegnano in prima persona contro ogni forma di criminalità.
L’attività è stata organizzata dall’associazione “Libera”, impegnata in prima linea con le scuole nella promozione della legalità facendo vivere ai ragazzi in prima persona l’esperienza di venire a contatto materialmente con le istituzioni, troppo spesso lontane dalla loro realtà.

“Purtroppo ancora oggi si nega la presenza della mafia al Nord. Con questo tour vogliamo far conoscere anche ai più giovani quei luoghi che invece testimoniano questa presenza, raccontandone la storia ma anche i progetti di recupero e di riconsegna alla città. Vogliamo che sappiano ciò che è stato, e ciò che non deve più essere” ha spiegato Umberto Tondini di Libera. “Vogliamo spiegare ai ragazzi l’importanza della Legalità, anche nella quotidianità, a scuola e nella vita di tutti i giorni”.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del Progetto Centro di Promozione della Legalità di cui l’Istituto Bertacchi è capofila, con una rete di scuole della provincia: I.C.S. “Falcone e  Borsellino” di Lecco 1,  I.C.S. Lecco 4, IIS “G. Parini” di Lecco,  IIS “F. Viganò” di Merate, ISS “A. Greppi” di Monticello Brianza e Liceo Scientifico “G. B. Grassi” di Lecco.
“Questo progetto – ha spiegato la referente, professoressa Antonietta Gallo – ha come obiettivo quello di sensibilizzare gli alunni delle scuole coinvolte in merito al rispetto della legalità, rendendoli protagonisti nell’incontro con le istituzioni presenti sul territorio, preposti all’attività di prevenzione della corruzione e all’impegno nelle azioni volte a combattere l’illegalità”.